Fa l’amore con lui solo nei sogni ed è bellissimo, le spiace solo non sia reale. Eppure è così intenso che le basta a sostituire il vuoto che lui le lascia nella quotidianità.
Spesso è via per lavoro e quando non è via si chiude nel suo studio a fare cose: leggere, studiare, meditare, cazzeggiare.
Non le spiace. É divenuta abitudine. Sa stare sola forse più del necessario.
Le distanze sono diventate vuoti e i vuoti lei li colma con altro: gatti, cani, fiori, musica e poi chissà…
È una storia che si ripete fin da quando è bambina, abituata a gestire da sola il suo mondo fatto di bontà e tanta ingenuità.
Nonostante il male, nonostante la solitudine. Riesce ancora a sognare e a vedere che c’è un Dio dietro ogni cosa.
“Non so se chiamarlo Dio, Universo, Tutto… non importa. C’è qualcosa che mi accompagna nei posti giusti quando riesco ad abbandonarmi alla forza creatrice.”
Mi svela mentre sul suo volto si forma finalmente un timido sorriso.
Le sue labbra sono sottili.
Un filo lo di rossetto color pesca.
I piccoli occhi neri con lo sguardo schivo.
Guarda in basso. Raramente ha un contatto visivo.
Non importa.
La sento.
Si gratta un braccio.
Aspetta una risposta quando ha già detto tutto lei.
“Non riesco più ad abbandonarmi tra le sue braccia. Non riesco più a toccarlo. Sono completamente surgelata.”
Gli animali hanno preso il posto dell’uomo che un tempo riteneva essere il compagno perfetto; tra le lenzuola, tra un viaggio e una passeggiata in silenzio mano nella mano, nei loro respiri che si alternavano mentre le loro bocche si univano in baci profondi che sfidavano il tempo e lo spazio.
Potevano diventare tutto mentre si fondevano.
È stato così per anni.
“Non so più cosa siamo. Non so più cosa voglio.”
Piange.
Un pianto discreto, elegante.
L’ascolto.
Perché non c’è nulla da dire.
La vera terapia é semplice ascolto.
Quando siamo ascoltati impariamo ad ascoltarci e lì c’è la soluzione.
Ma essere ascoltati é una rarità; siamo abituati fin da piccoli a passare inascoltati. Quando qualcuno colma quelle che sarebbero le nostre necessità con le proprie, in nome dell’amore, certo.
Quando vorremmo solo essere sentiti.
Allora ascolto. In silenzio.
La sua sofferenza mi attraversa.
Sospiro.
Poi passa.
Daphne Sangalli







