Diseducazione sessuale

Trovare il lavoro perfetto per sé. La mia esperienza

Hai già scelto cosa fare da grande?

Quando ero bambina mi chiedevano cosa avrei voluto fare una volta divenuta adulta.

Non capivo l’utilità di quella domanda, mi confondeva, mettendomi nella  scomoda posizione di dover dimostrare al mondo adulto, ai tempi per me considerato un popolo di dei, che sarei stata in grado di essere grandiosa.

Per me grandioso significava aiutare qualcuno o qualcosa.

Avevo quindi due ambizioni: divenire veterinaria o scienziata.

Ad oggi non sono in grado di stabilire se erano voleri dettati dal mio cuore, dalla mia fantasia, dall’amore che mi trasmettevano gli animali e la natura, o dal fatto che mio padre aveva una smodata quantità di libri di scienza e fantascienza.

Sicuramente posso dire che oggi faccio qualcosa, di comunque grandioso, che è il risultato della somma degli accadimenti, dei condizionamenti e dell’educazione ricevuta dai -9 mesi ai quarantatré anni.

Io non ho scelto, io ho preso e trasformato ciò che avevo a disposizione, in modo spesso molto poco consapevole, rimanendo comunque sempre in qualcosa che amavo fare.

Molte persone sono convinte di essere libere, di aver scelto con consapevolezza, ma cos’è la consapevolezza se non l’ammissione di essere inconsapevoli?

Socrate diceva: “La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere; perché io so di sapere più di te, che pensi di sapere”

Quanti di noi ammettono di non sapere nulla di quello che li porta ogni giorno ad alzarsi?

Quanti se lo chiedono?

Vi chiedete mai, per esempio, perché avete scelto un determinato lavoro?

Lo avete scelto oppure pensate di aver preso quello che capitava?

Vi do una notizia; avete sempre scelto.

Potete aver scelto di cambiare quello che non vi garbava di ciò che avete imparato, oppure di trasformarlo, di andarci contro o di subirlo ma lo avete più o meno tragicamente scelto.

Una mia assistita in lacrime un giorno mi ha detto -Daphne, pensi che abbia deciso io di fare questo lavoro, alzarmi alle cinque di mattina per prendere mille euro al mese?-.

La risposta è -Si-.

Potreste pensare che io sia cinica, spietata e crudele se avete abbracciato un modello di vita imposto, oppure, se vi siete presi le vostre responsabilità esistenziali,  capirete ciò che sto scrivendo, perché sapete bene di aver scelto un determinato lavoro, un determinato partner, una tipologia di casa, etc…

Tutto ciò che stiamo facendo è il risultato finale della nostra esistenza passata, mescolato a quello che la nostra , spesso trascurata, anima è giunta a fare in questo tempo, in questo spazio.

La mia assistita rimaneva in un lavoro che detestava  perché é cresciuta in una famiglia che le ha insegnato a essere umile e ad accontentarsi.

Questo é un caso classico, potrei citarne di più complessi ma non é raccontarvi le mie esperienze lavorative lo scopo di quello che sto scrivendo, piuttosto di invitarvi a prendere in mano tutto il tempo che vi é rimasto in questa vita e scegliere di usarla al meglio.

Quando la mia assistita ha smesso di identificarsi nel ruolo di vittima e si è presa la responsabilità della sua vita, ha cambiato lavoro, ha ricominciato a studiare cose che amava (se state pensando che siete attempati, non c’è bisogno per forza di tornare a scuola per ricominciare a studiare ed elevare la propria cultura, anzi…), ha capito che poteva giocare con la vita.

Non importa comprendere a tutti i costi i motivi per cui state conducendo una determinata vita, é però fondamentale coordinarsi con il proprio benessere, con la propria essenza, con la propria unicità.

Per farlo bisogna partire dall’ammissione che di noi conosciamo una parte minima e che non capiamo questo mondo, che ci sembra un grande caos, che in realtà è perfetto.

É tutto perfetto.

L’imperfezione nasce quando usiamo il tempo dando spiegazioni fittizie per analizzare qualcosa che non può e non vuole essere analizzato,  anziché sfruttarlo per vivere ed ascoltare dove ci porta la nostra anima, il nostro amore.

Hai già scelto cosa fare da grande?

Se lo hai già fatto ti auguro un buon volo, diversamente ricordati che non è mai tardi, e ogni momento può essere perfetto per scegliere di essere grandiosi.

Daphne

P.S. La mia assistita oggi organizza viaggi ed è altamente realizzata.

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