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Diario di Daphne Vibrante, Diseducazione sessuale, Sesso e confusione mentale

RIEDUCAZIONE SESSUALE BUCOLICA

RIEDUCAZIONE SESSUALE BUCOLICA

Ho uno studio solo perché temo che la società non comprenderebbe le mie scelte.
Anzi, ora che ci penso, ho due studi: uno a Milano e uno a Piacenza.

Questo fa di me un essere mostruoso.

Vorrei lavorare nella natura, per strada, nelle piazze e ho due studi…

Devo però darmi un po’ di tono; negli ultimi due mesi ho pagato affitti, senza poi sfruttare gli spazi.
Una sorta di malsana beneficenza.
Il tutto perché, secondo la
società, un assistito non può essere ricevuto sotto una pianta.

Secondo l’immaginario e l’educazione collettiva le persone, specie quelle bisognose di aiuto, andrebbero accolte in uno studio, tra le mura, in un ambiente asettico, sterile e possibilmente con seicento professionisti nella stessa struttura.

In questo modo, a loro dire -very professional-, mentre il paziente attende di fare la consulenza, si trova dinnanzi le targhette degli specialisti tutti.

Il soggetto, mentre attende in sala d’attesa, inizia a valutare se soffre di qualche malattia, avvisando perfino strani sintomi.

La bizzarria è che prima di entrare in quel cazzo di studio si sentiva perfettamente in forma.

Ma non è finita.

Tra gli specialisti nota l’angiologo e gli sovviene che il tris nonno ebbe le vene varicose, ma anche qualche emorroide.
Sicché prenota una visitina, non si sa mai!

Nel magnifico studio di professionisti riuniti puoi trovare il dermatologo, l’urologo, il cardiologo, l’antropologo, ma anche il dentista, una carietta la abbiamo tutti, suvvia. E vogliamo non avere anche lo psicologo figo per il gran finale nel caso in cui si scoprisse che il paziente è ipocondriaco?

La seduta con il terapeuta della psiche, però, lo metterei alla fine di tutti gli esami medici. Ha un senso finemente commerciale.

La mia repulsione nei confronti dei metodi definiti ortodossi (anche se di ortodosso in codesta società c’è solo la parola), mi porta a pagare affitti e lavorare fuori da essi.

Ecco perché negli ultimi tempi il mio operato si è svolto tra i parchi milanesi e piacentini.
Qualche volta su panchine immerse nel verde, in riva al fiume, in cima a una montagna o tra le piante. Talvolta sotto la pioggia, ridendo delle circostanze con gli assistiti.
I professionisti mi radierebbero dall’albo, peccato che per me non esista albo.
Non ho colleghi, ma collaboro con dottori e psicologi di cui ho particolarmente stima. Rari ma ottimi.
Ho i miei metodi, alcuni unici, altri appresi dagli studi di sessuologia & varie.
Il lavoro che svolgo è esclusivo e forse un giorno sarò cotanto coraggiosa da creare degli allievi diseducatori, chissà …

Intanto ho preso tutti gli attestati necessari, frequentato corsi e convegni di sessuologia, così, anche in questo caso, per la società posso essere consona ed adeguata.

Daphne

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