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Sesso e confusione mentale

Martedì -La donna tradita-

Martedì
Ore 8.27

È faticoso.
Qualunque sia l’ora in cui suonerà la sveglia.
É faticoso.
Il problema non è quando alzarsi, ma la motivazione per cui farlo.
Deve essere forte, capricciosa, affascinante e sexy, terribilmente sexy.

In codesto momento non trovo nessuna sexy motivation. Voglio stare qui fino alla fine dei miei giorni.

La prima assistita è alle 11; Miss G… lei si che è fottutamente sexy.
La prima volta che entrò in studio mi domandai che problemi potesse avere una creatura simile; ricordo i suoi occhi color ghiaccio, la sua pelle, i suoi denti bianchi e i lineamenti del suo viso, in perfetta sintonia con le forme del corpo.

Basta Daphne, sembri una donna dal sesso confuso. Va bene se esce nella vita, nel lavoro sei asessuale. Programmati. Alza il culo. Lavati.

Ore 11.02
Miss G

-Ciao Daphne, sono depressa, lo sai? Sono depressa in modo mortificante. Ci sta? Ho passato le ultime tre ore a fare la voyeur su whatsapp. Guardavo la foto del suo profilo. La fissavo… e intanto usciva -online-, poi spariva, poi -online-, poi nulla, poi …-

Miss G ha trentaquattro anni, un matrimonio alle spalle, un figlio in piena pubertà e tanti uomini che l’hanno tradita. Perché si é rivolta a me? Lo devo ancora capire; le donne arrivano da me parlando di sesso e finiscono parlando d’ amore.
Lo fanno anche gli uomini, ma sono meno sfacciati.
Il minimo comune denominatore dei miei assistiti é la ricerca dell’amore: per sé, per il mondo, per un uomo o per una donna, talvolta per un uomo e pure una donna, per trovare qualcuno, qualcosa, da amare.

-Miss G buongiorno. Sei qui ora?-

Muove le gambe, quelle gambe lunghe, magre, sode. Sa cosa intendo.

-Daphne, sono qui a piangere. Si, ora mi dirai “qui ed ora”, e si, ti risponderò che qui ed ora sto bene. Ma sto di merda se passo tre ore a fissare lo schermo di questo schifo di telefono. E ora mi chiederai quando mi devono venire. Si, lo so, mi devono venire. Si faccio schifo!”

È in pieno delirio, rimango attenta a ogni minimo dettaglio. È faticoso.

Sto respirando con lei.

Sento la sua sofferenza, che arriva da lontano. Non ha nulla a che fare con il telefono.

Sta piangendo.

L’ultima volta che é giunta abbiamo riso, era felice; abbiamo parlato di masturbazione, di conoscersi meglio, indipendentemente da ciò che arriva o meno, dall’esterno.

“Miss G …”

Non riesco a continuare, mi interrompe.

“La vede ancora Daphne, la vede ancora. E quindi? E quindi io cosa devo fare? Perché me lo devi dire sai? Non iniziamo con la storia che non puoi dirmi cosa fare, che devo divenire padrona delle
mie scelte e le domande di quando andavo alle medie, alle elementari, alla materna, al nido, nel grembo materno. Per tutto questo vado dalla psicologa da svariati anni.
Da te vengo perché devi insegnarmi l’amore. Quello mio. Lo hai fatto con la mia amica, lo fai anche con me: aiutami!”

Interessante… sono ancora alla ricerca dell’amore incondizionato e le mie assistite esigono insegnamenti da me.

Fatico a far tacere la rompi palle della mia mente, mi riporta allo stato comatoso di codesta mattina sussurrandomi : -Poche ore fa circumnavigavi nel letto, alla ricerca di una motivazione per alzare quelle chiappe da quarantenne. Pensi di riuscire a trasmettere qualcosa alla creatura dinnanzi a te? Mandala via, sei un’inetta, non in tutto, ma in questo caso non puoi farcela. Ammetti i tuoi limiti. Liberala dalla speranza che tu possa aiutarla. –

TORNA QUI ED ORA

Miss G ha il naso rosso. In questo momento vedo la sua bambina. Vedo la speranza, la paura, il bisogno di qualcosa a cui attaccarsi.

-Miss G, prendi il tuo quaderno. Hai preparato ciò che ti avevo chiesto? –

Prende il quaderno, lo apre.
Davanti a me c’è una pagina vuota.

-Daphne, non sono capace. Non so cosa voglio. Come faccio a saperlo?? Ah sì, lo so, voglio un uomo che non mi tradisca, voglio un uomo che non mi tratti male, voglio un uomo che non mi dica no tutte le volte, voglio un compagno che non si vergogni di me, ti basta?-

La sua lista mi destabilizza.

-Cribbro Miss G, non ti ho chiesto di fare la lista di ciò che non vuoi. Stai chiedendo un uomo che non faccia ciò che hai subito. In questo modo rimani concentrata lì e non vedi ciò che realmente ti serve!-

Lei abbassa la testa. Come fa una bambina quando il genitore la sgrida.

-Hai ragione. Non ci ho mai pensato. Ricominciamo:
Voglio un uomo che mi ami?-

Mi sta chiedendo se quello che vuole é giusto, o forse il consenso per potersi permettere di volere amore.

-Perfetto Miss G, ricominciamo. Ora rimaniamo concentrate su te. Cerca una pagina vuota il quel casino di quaderno!”

…continua…

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