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Daphne e la Sessuologia

L’ ANORESSIA SESSUALE

L’ ANORESSIA SESSUALE

Il 30% delle mie assistite si rivolge a me perché soffre di anoressia sessuale (Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo).
C’è anche un 10% che mi chiede aiuto perché ha il partner che non le cerca, ma questo è un argomento di cui parleremo più avanti, quando troverò la divina ispirazione.

Questa mattina Miss V. è giunta in studio per la prima volta: “Ci ho messo mesi a schiacciare invio dopo averti scritto la mia richiesta di aiuto…è tanto che ti seguo. Ora ho trovato il coraggio. Questo mi rende felice; sono riuscita ad ammettere che sono ferita e ho bisogno di aiuto”.

V. ha trent’anni, la sua sessualità è sempre stata spumeggiante, ha sempre comunicato ai partner ciò che voleva e chiesto loro di far la stessa cosa con lei.
Non è pudica, è aperta a nuove esperienze e ama il sesso… o meglio… lo vorrebbe amare ancora.

In codesto momento il suo LIBIDOGRAMMA è PIATTO.

La cosa positiva di tutto ciò è che ne è consapevole:

“Daphne, io non sento più il mio corpo. Non sento più niente. Qui sotto è tutto morto!”

Nel momento in cui ti rendi conto che hai qualcosa da risolvere, sei già a buon punto.

Alcune creatura guardano le lesioni e, anziché medicarle, le coprono.
Fingono di non essere ferite, perché devono essere dei guerrieri!
In realtà credo che il bravo guerriero sappia quando è il momento di fermarsi e farsi medicare.
Il vero guerriero sa chiedere aiuto.

Coprire una ferita non porta alla guarigione, bensì ad infettarsi, fino a putrefare.
E quando qualcosa sta putrefacendo, oltre a fare un male, emana un odore agghiacciante!

Torniamo a Miss V.

In questo primo incontro ci siamo concentrate su alcuni aspetti; non prende farmaci, quindi non possiamo incolpare nessuna pillola, pastiglia o goccine varie.
Abbiamo fissato un appuntamento con la dottoressa C. per escludere le cause organiche: ormoni anarchici, patologie varie, sistema endocrino in tilt, varie ed eventuali.

Ho donato a miss V. il quaderno che sarà il suo compagno per tutto il percorso di diseducazione.
Lo ha intitolato -Diario di una donna che ritrovò l’appetito giocando- e guardandomi con entusiasmo ha detto: Daphne, qualunque siano le cause di ciò’ che mi sta succedendo, io voglio fare questo percorso per ritrovare la gioia del gioco che avevo da bambina, e questo, indipendente da tutto, voglio farlo con te”.

Nei prossimi giorni rivedrò miss V. e vi conterò le novità.

Per ora incrocio le dita e attendo fiduciosa gli esiti degli esami.

Grazie per la fiducia.
Mi impegnerò al massimo.

Daphne

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