masochismo
Sesso e confusione mentale

il Masochismo

Vi siete mai chiesti come nacque la parola “masochismo”?

Probabilmente non ve ne frega una ceppa e inizierete a sbadigliare davanti a ciò che vado scrivendo.
Forse invece non ve lo siete mai chiesto ma, visto che codesta esaurita ha passato un pochino del suo tempo  a scrivere un pezzo ad esso dedicato, le farete il favore di soffermarvi su queste non so ancora quante righe.

Nella seconda metà del 1800 Leopold von Sacher-Masoch scrisse “La venere in pelliccia”.
Il romanzo è intriso di riferimenti autobiografici.
La protagonista Wanda von Dunajew era nella vita reale Fanny Pistor, ella stessa una scrittrice, che dopo avere conosciuto von Sacher-Masoch per un parere letterario, firma insieme a lui un contratto che rende lo scrittore suo schiavo; era posta la condizione che lei indossasse il più spesso possibile una pelliccia, soprattutto nelle occasioni in cui si mostrava crudele.

Vi ricorda nulla? Ma si, lo avete letto tutti quel libro, solo che in quel caso il dominatore era un uno psicopatico seduttivo e lei una giovane in preda a una crisi di autolesionismo acuto.

Torniamo a Leopold, colui che “diede” il nome al famoso “masochismo” senza manco volerlo, perché il termine Masochismus fu coniato nel 1869 da R. von Krafft-Ebing (psichiatra e neurologo tedesco naturalizzato austriaco) e deriva appunto da L. von Sacher-Masoch, la cui vita e i cui scritti costituiscono un famoso esempio del masochismo.

Krafft deve la sua fama all’essere autore della Psychopathia sexualis, il primo tentativo di studio sistematico, quasi “enciclopedico”, dei comportamenti sessuali devianti racchiuso in 600 pagine, nelle quali vengono analizzati circa 500 casi clinici .

La genesi dell’opera va riscontrata nel fatto che il barone volesse dimostrare come le diverse forme di erotismo, non collegate alla procreazione medicalmente assistita, fossero da imputare ad una degenerazione del cervello umano, che ritornava ai primordi bestiali. Ciò si rifaceva alle teorie evoluzioniste del naturalista Charles Darwin.

Dai suoi studi vennero identificate varie parafilie, tra cui il sadismo, il masochismo, il feticismo, il voyeurismo, l’esibizionismo, il frotteurismo, la ninfomania, la zoofilia, la necrofilia, la gerontofilia e la pedofilia. Su quest’ultima in particolare il suo contributo fu importantissimo, in quanto fu il primo a sentenziare che i bambini sono particolarmente suscettibili agli stimoli sessuali e che ogni abuso su di essi può avere conseguenze devastanti.

Ebbe inoltre la lungimiranza di non considerare l’omosessualità una degenerazione.

… ora mi chiedo: perché si parla cotanto di Freud e copoco del mitico Krafft?

 

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