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Diario di Daphne Vibrante, Diseducazione sessuale, Sesso e confusione mentale

Il black out della libido

Lei ha ventinove anni, è una bella ragazza, emana una rara dolcezza ed è spaventata, anzi, è ALQUANTO spaventata.
S. teme di perdere l’amore della sua vita perché non riesce a dargli una sessualità serena.

Lui ha trentadue anni, è innamoratissimo di lei ed è disperato perché non riesce ad aiutarla.
P. inizia a sentirsi la causa del malessere della fidanzata.

La loro storia iniziò due anni fa; nei primissimi mesi la sessualità era discreta, complici gli ormoni, la sete di conoscenza reciproca e un po’ di inesperienza beatamente ed ingenuamente condivisa.

Lentamente lei si chiude sempre di più, inizia a sentire la necessità di fare l’amore al buio, poi solo in determinate posizioni, successivamente le dà noia togliersi i vestiti.

Il tutto si conclude con il rifiuto di ogni contatto.

Lentamente il suo appetito sessuale si spegne, non solo nei confronti del compagno, ma anche di sé.

Svaniscono le fantasie.
Svanisce il desiderio.
Svanisce l’eccitazione.
Svanisce il piacere.

Tutto tace.
Tutto dorme.
Lei si sente ovattata, rinchiusa in una bolla, dove non sente quasi nulla: poco male e poco bene.

È protetta da tutto; sensazioni, emozioni, dolore, piacere, ciò che vuole, ciò che non vuole… non esiste più nulla.

La calma apparente.
Se fosse sola e completamente addormentata sarebbe perfetto.
Ci sono solo due inconvenienti che le salvano la vita:
la paura di perdere l’uomo che ama e i ricordi di ciò che sentiva e provava quando non era una dormiente.

Si rende conto che ora per lei la sessualità è qualcosa di inutile, superficiale.

Eppure ricorda il risveglio pubico in adolescenza, le prime emozioni nell’accarezzarsi furtivamente, i primi baci, le prime fantasie.
Ricorda anche di aver provato attrazione per una compagna di liceo, forse per più di una.

Osserva questi ricordi come degli estranei, li giudica quasi sbagliati, dissoluti…

Si chiede come mai, ad un certo punto, si è spento un interruttore, provocando il susseguirsi di blocchi che sono sfociati in un black out della libido.

Non ci sono cause fisiologiche, non prende medicinali, ha avuto una sana educazione sessuale, vede il suo partner come un dio, non prova attrazione per altri, compresa se stessa.

…COMPRESA SE STESSA…

Lei non si piace. Si trova repellente.

Le torna il ricordo di quando era bambina e dei motivi per cui nella sua memoria c’è una registrazione inceppata che le ripete -Fai schifo. Nasconditi!-

Il qui ed ora, che tanto amo, va a fare in culo.
Lei vede il passato, la sofferenza e i motivi che l’hanno portata ad una visione auto svalutante.

Guardare una ferita orrenda può essere doloroso e faticoso, ma quando si ha il coraggio di non fuggire alla sua vista, si può iniziare a medicarla…

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