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Deliri di una Diseducatrice Sessuale

deliri di una Diseducatrice sessuale giorno settimo

Deliri di una Diseducatrice Sessuale
Giorno settimo

Ore 9.35
Il drone

Io e il mio maschione stiamo sul terrazzo vista valle della nostra casetta; lui legge una rivista di moto e io preparo la confespettacolo di questa sera: -Perché le donne rompono i coglioni?-.

Lui è più o meno vestito in modo dignitoso, io indosso un paio di mutande da battaglia e un reggiseno più o meno accompagnato ad esse.

Da una ventina di minuti un rumore fastidioso pervade le nostre orecchie

-Maschione ma che rumore è questo? Sono delle moto o è uno sciame d’api-

-More è un camion-

Il rumore continua sempre più fastidioso.
Penso che il maschione si stia sbagliando e che le mie ipotesi siano lontane dalla realtà.

Mi sto innervosendo, quando sulle nostre teste appare un drone.

Mi fissa.
Ci fissa.
Ora non sono più nervosa, sono arrabbiata.

-Zzzzzzz …-

Quell’ammasso di latta rumorosa è a dieci metri dal mio corpo seminudo che fissa me, il mio maschione, il suo giornale di moto e i miei appunti top secret.

Non amo essere osservata, tanto meno da qualcuno che si nasconde dietro ad un drone che emana rumori simili a peti difettosi.

Ore 17.21
Il caos

Sono abbastanza conosciuta per le mie arti da improvvisatrice cronica, ed oggi, come sempre, non deludo me stessa e tantomeno le persone che mi aiutano.
La mia assistente è in uno stato emotivo non ben definibile.
Forse se fossi una psicologa potrei capire meglio ma fortunatamente non ho intrapreso studi che avrebbero potuto aggravare il mio pensar perpetuo.

-Daphne perché ci riduciamo a fare le cose sempre alle ultime ore? Avevamo tutto il tempo! Io non riesco a capire, il mio cervello non accetta di capire come si possa lavorare così.-

Mi rendo conto che non sia facile lavorare con me, eppure io sono con me da 41 anni e svariati giorni, uscendone quasi illesa.

La gente che collabora con me non capisce che le mie confespettacolo hanno una preparazione altamente modificabile, che varia in base alla mia ispirazione del momento!

Raramente seguo una scaletta, perché osservo il pubblico, respiro con esso, mi muovo e parlo in base a ciò che vogliono loro.

Perché i miei collaboratori non capiscono? Perché non riesco a spiegarglielo?

Ore 21.00
Lo spettacolo

-Perché le donne rompono i coglioni?-

La sala è piena.
Io vorrei essere piena, invece sono sobria, tanto da capire che sono tutti lì per me.
Talvolta mi sembra improbabile che le persone arrivino da svariate città per venirmi ad ascoltare.
Eppure sono davvero lì per me, ancora ed ancora.
Stanno aspettando che io cominci.

Odio i secondi di silenzio che precedono il mio “discorso alla nazione”.

-Buonasera, comincerò spiegandovi le motivazioni per cui ho creato una confespettacolo dal titolo “Perché le donne rompono i coglioni?”-

In questo momento per me è come essere sull’aereo, nel momento in cui si accendono i motori e tu sai che da quella scatoletta con le ali non uscirai finché il volo non sarà terminato.

Vola Daphne, cazzo, vola.
Osservo il pubblico; c’è chi sorride, chi sembra pendere dalle mie labbra, qualcuno si è portato il computer, scrive velocemente.
Mi chiedo cos’avranno di cotanto interessante le mie parole.
Sono tutti attenti.
Penso che non ce la farò.

Inizio a parlare.
Sento amore.
Volo.

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