4D32A702-ABE2-485E-91E5-168F4E2D58D5
Deliri di una Diseducatrice Sessuale

Deliri di una Diseducatrice sessuale giorno due

Deliri di una Diseducatrice Sessuale
Giorno secondo

Ore 7.12
Accendendo il telefono

Bling
Boing Boing
Pluc
Ring Rong
Steng

Il mio telefono emette una decina di suoni vari.
-Non si comincia la giornata guardando il telefono Daphne. Sei una patogena? Alzati e fa yoga!-
La mia Daphne maestra cerca di dissuadermi dall’insano rito che ogni mattina si ripropone metodicamente, almeno da quando mi regalarono il primo di una lunga serie di telefoni del cazzo.
-Un tempo al mattino ascoltavi i rumori, gli uccellini, ti stropicciavi gli occhi, facevi schifo uguale, ma eri più dinamica. Guardati, sembri una putrefatta!-
La sono, solo per dieci minuti.
Come un’ invasata cerco i messaggi belli del giorno:
3 messaggi dal gruppo yoga
2 messaggi di assistiti che mi danno il buongiorno
1 messaggio del mio babbo
1 messaggio di buongiorno del mio maschione

Mi manca.

Direi che potrebbe sembrare una buona giornata.
Fuori è tornato il sole, erano mesi che si celava e, nonostante io non sia un’invasata del bel tempo, ammetto che iniziavo a sentirne la mancanza.

Ore 8.47
Mi alzo

-Non hai fatto yoga, pirla!-
Mi chiedo per quanto tempo vuole ancora rompermi i coglioni la parte di me saccente.
-Io oggi non farò yoga, non finché me lo dirai in modo così autoritario e fastidioso. Mi snervi!-

Ore 10.00
In studio

Cristina ha ventisei anni e, come tanti dei miei diseducandi, si è rivolta a me per un disturbo del desiderio sessuale ipoattivo.
Il cinquanta per cento dei miei assistiti soffre di dormienza pubica.

Libidogramma piatto.
Kaputt

È interessante come dato, soprattutto se lo sommiamo al fatto che, nel novanta per cento dei casi, chiedono aiuto per l’insoddisfazione del partner. Loro sarebbero a posto così.
Chissà cos’è giusto; assecondare il proprio corpo e lasciare che la pace dei sensi pervada, o lavorare per capire come risvegliare il torpore della libido?
Dovremmo ascoltarci di più.
Dovrei ascoltarmi di più anche io.
Dovrei mollare tutto e andarmene in mezzo a un bosco: chi mi ama mi segua.
Appena le mie figlie saranno autonome sospetto che lo farò.
Tanto poi, realizzato ciò, mi inventerò qualcos’altro per torturare la mia anima; probabilmente sarà un posto troppo silenzioso, ci sarà troppa natura, varie ed eventuali.

Ore 13.45
Il pranzo

Sono triste. Sento il mio cuore che si comprime. Forse dovrei fare degli esami, o capire cosa vuol comunicarmi, oppure dovrei andare in chiesa a farmi benedire.
Forse tutto ciò.

Per fortuna Mr Universo manda sempre tutto al momento giusto.

-Mamma tieni, l’ho fatto con le mie manine-

Clarissa mi allunga un piatto con sopra delle fettine di pollo impanato attorniato da un cuore fatto con la maionese.
Sono cose che facevo per lei quando era piccina.
La guardo, rivedo quella bambina. Altra stretta di cuore. Altra fitta.
Sono passati quasi diciannove anni.

Sei una donna attempata Daphne.

-Mamma, questa sera faccio le passatelle, vado a comprare il pane grattugiato così quando torni a casa dal lavoro hai la cena pronta.-

Mi sento miracolata, anche se il mio cuore duole, senza ben capire perché.

Ore 14.37
L’Enel

La mia assistente mi telefona per comunicarmi l’esito della chiamata all’Enel.
Ora la fitta al cuore si è trasferita dalle parti dell’orifizio anale.
-I trenta euro di natura sospetta da pagare, sono per una tassa dedicata allo smaltimento dei rifiuti nucleari e varie. Ho chiesto spiegazioni all’operatore del call center ma non ha saputo dirmi molto di più. Va pagata e basta.-

Sento una sensazione di fastidio.

Cerco di ritrovare lo stato zen.

Oggi la giornata è lunga, i miei assistiti non meritano che io mi scarichi per una bolletta.
Io neanche.
Recito il mantra -Chi se ne frega!- del mio maestro Prem Dayal e tutto diviene leggero.
Risolverò la questione quando sarò più illuminata.

Ore 20.08
Rientrando tra le mura domestiche

Castagnetta viene verso me scodinzolando, ha un trofeo in bocca: l’osso che le ha regalato Caterina.
L’accarezzo guardandola negli occhi, non ha bisogno di parlare, emana amore.

Chissà come fa.

-Ciao amore animala, hai passato una buona giornata?-

Sento delle risate arrivare dalle scale, sono le mia amate ienefiglie: -Dai Catarini, muovi quel sedere!-

Davanti alla porta si sente un tonfo, come se fosse caduto qualcosa, apro la porta con l’apprensione della madre esaurita -Cosa state combinando?-

Entrano sbuffando -Siamo andate a fare la spesa e abbiamo preso due casse di acqua, poi ce la siamo fatta tutta a piedi madre!-

Ore 21.43
Alcol & Co.

Il mio amico Fabio sta cercando di dimenticare La tipa, come la chiama lui.
Non ho mai pensato di chiamare il mio maschione Il tipo.

-Racne mi sento meglio, mi sono accorto che questa storia stava bloccando tutti i miei progetti di vita. Ho trovato un tastierista per il gruppo, guarda-

Mi piazza il suo Iphone non so che davanti alla faccia; dinnanzi ai miei occhi c’è un ragazzo sui vent’anni, con l’espressione da cuoco.

Scoppio a ridere -Scusa ma questo con il tuo gruppo cosa c’entra?-
-Eh… lo so Racne, ma non ho trovato altro…-

Lo guardiamo insieme.

Il silenzio conclude il dialogo dedicato al nuovo elemento della sua band nel migliore dei modi.

-Cin Fabio, fanculo, viva la vita, la birra e gli amori difettosi!-
-Cin Racne, voglio suonare al Forum-

Scoppio a ridere immaginando il tastierista che durante il concerto usa la griglia al posto della tastiera…

Potrebbe essere quasi geniale

…continua…

Lascia un commento

Autore del post

Il nostro sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Continuando con la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi