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Deliri di una Diseducatrice Sessuale

Deliri di una Diseducatrice Sessuale -Giorno 1-

Deliri di una Diseducatrice Sessuale
Giorno Uno

Ore 21.59
Imparando ad amare

Castagna mi fa sentire estremamente amata. A dirla tutta la mia cagnolina è l’unica creatura sul pianeta terra che mi fa sentire amata in modo incondizionato.
Cerco di fare lo stesso con lei, ma io sono difettosa. Come tutti noi umani.
La osservo e mi chiedo perché non si incazza mai con me? Perché scodinzola sempre? Cerco di capire come faccia ad essere sempre così gentile con tutti i miei difetti. Credo che i cani siano stati mandati sulla terra per insegnarci ad amare, ad amarci. Peccato che invece di imparare da loro cerchiamo di insegnargli a vivere in linea con le nostre necessità.

Ore 9.11
Primo assistito del giorno

-Daphne sono in ritardo-
Non amo i ritardi, non amo neanche gli anticipi, specialmente i miei.
Da perfetta vergine ascendente vergine, che potrebbe parer più una punizione divina che un segno zodiacale, vorrei essere sempre perfetta, circa.
Roberto arriva in studio con 14 minuti di ritardo, io nel frattempo ho recitato tutti i mantra per mantenere lo stato zen inalterato.
-Daphne, ho fatto i compiti, lo ho tutti qui- dice indicandosi la testa;
Roberto è un ragazzo di trentacinque anni. Abbiamo iniziato il percorso diseducativo da una settimana.
Il suo obiettivo è quello di ritardare l’eiaculazione, partendo dai 180 secondi attuali per arrivare a dieci minuti entro la fine del mese.
L’obiettivo finale è quello di padroneggiare il suo orgasmo e trovare l’amore perfetto per lui.

Ore 10.20
Caffè

Entro al trash bar, alla mia sinistra tre tavoli, ognuno occupato da un ottantenne.
Li saluto sorridendo, ormai siamo amici.
Il signore seduto al primo tavolo mi guarda in estasi.
Sospetto che il suo testosterone non sia in piena attività, ma forse mi sbaglio -Daphne, ti vedo benissimo! Ormai non posso far altro che vedere e immaginare.-
Gli sorrido lasciandolo solo con i suoi viaggi, cercando di distrarre la mia mente da ciò che ha appena detto.
Mi si irrigidisce la zona pubica.
-Non pensarci Daphne, non pensarci-
È la parte costruttiva della mente che parla -Non sta fantasticando di avere un rapporto sessuale con te, hai capito male-

Bevo il caffè

Il trash bar è il posto perfetto per farsi passare ogni fantasia sessuale e non, escludendo il caffè, che è eccezionale.

Ore 10.30
Paranoie

Guardo la mia scaletta degli obiettivi: portare gli spettacoli che parlano di sessualità educando allegramente in tutta Italia, portare la diseducazione sessuale ad essere un metodo di lavoro anche per altri, scrivere costantemente per il blog e sistemarlo a livello grafico, portare le 8C nel mondo.
Tutto ciò entro il 6/9/2019.

Sto pensando che faccio schifo, ogni tanto questa idea pervade la mia mente.

Mi osservo.

Le mie Daphne dialogano tra loro, mentre sento in lontananza la telefonata dell’amministratore che ha lo studio da parte al mio -Il nano malefico? Ah si, quel nano malefico!-
Mi chiedo se anche lui sente me lavorare come io sento lui, probabilmente si.
Chissà chi è il nano malefico.
Vorrei bussare alla sua porta e presentarmi. Lavoriamo appiccicati e di lui conosco solo la sua voce.
Torno a pensare che faccio schifo.
Dopo aver sentito la telefonata dell’amministratore un po’ meno.

Ore 16.51
Fissando il soffitto

Fissare il soffitto è una pratica che ho affinato negli anni. Credo che in molti lo facciano, ma non come me.
Io ho studiato metodi vari, trovando quello perfetto per entrare in picundria in modo costruttivo.
Una mosca vola sulla mia testa, giusto per rovinare il minuto di autocommiserazione che mi sto dedicando.
La guardo e penso che di fronte a lei non sono poi cotanto male.
Sono certa che lei stia pensando lo stesso di me.

Ore 16.53
Tornando in studio

Alcune persone che si rivolgono a me, sono convinte che io sia una maga: pensano che farò la magia e modificherò la loro vita in 42 minuti. La cosa interessante è che alla domanda -Cosa ti rende felice? Cosa vuoi ottenere dalla vita?- la risposta è spesso -Non lo so.-

Ore 17.00
Libidogramma piatto

-Lui non ha voglia di fare l’amore Daphne! Sono due mesi che non mi cerca, due mesi. Io non ce la faccio più, non ho cent’anni. Non so più cosa inventarmi!-

Stefania è arrabbiata, molto arrabbiata, ma le sue esposizioni riescono sempre ad avere qualcosa di gioioso -Giro in mutande e si lamenta perché dice che sono troppo nuda, compro biancheria sexy e dice che sembro una meretrice. Se gli faccio notare che mi sento trascurata dice che gli viene l’ansia. Io sono stufa! Mi faccio l’amante? Ma io non voglio l’amante!-

Ore 20.43
La cena

Apro la porta convinta di trovare le mie ienefiglie ad aspettarmi in cucina; la situazione reale è ben diversa.

Clarissa è sul divano con una tazza di latte e cereali in mano.
Un paio di settimane fa devo aver fatto uno dei miei discorsi inutili dove esponevo il mio dissenso rispetto al nutrirsi sul mio amato divano.
-Ciao mamma-
-Buonasera Cla. Non dovevi preparare la cena?-
In cucina Caterina sta studiando. Lo fa sempre. Forse troppo. Gli altri genitori sarebbero soddisfatti, io credo che una quattordicenne non dovrebbe passare le giornate intere sui libri. Ma io sono una mamma difettosa, faccio poco testo.
-Ciao Cate. Non hai ancora finito di studiare chimica?-
-No, però la trovo facile. Pensavo fosse più difficile.-
Ho una reminiscenza di quando mi rimandarono e passai un’estate a studiarla. Materia affascinante la chimica.
Avrei dovuto approfondirla invece di passare il tempo ad odiare i docenti e la società tutta.

Ore 23.22
Il maschione

Il mio maschione ha una bella voce e tanto altro.
É quasi perfetto, lo frega solo il suo carattere di merda, che talvolta si manifesta con prepotenza.
Questa settimana non possiamo dormire abbracciati, é la settimana delle figlie, ci abbarbichiamo via telefono.
-Amore ti abbraccio nel lettino. Sei qui, lo sai?-
Immagino di essere lì e per qualche secondo sembra reale.
Mi addormento così, sentendo il suo corpo quasi perfetto che protegge il mio corpo quasi difettoso.
Sento amore.

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