prime locandine vibe II
Diseducazione sessuale

COM’è NATO IL VIBRATORE….


Eccovi la breve storia cronologica degli amici Vibranti…..

IV secolo a.C.: L’idea che uno “spostamento dell’utero” (in greco hysteria) potesse causare sintomi anomali, dall’ amnesia al sonnambulismo, è menzionata per la prima volta nell’ antica Grecia negli scritti ippocratici. Gli organi sessuali femminili saranno collegati a comportamenti inspiegabili per isuccessivi 4.000 anni.

II secolo a.C.: Il medico dell’antica Grecia Galeno conclude che la causa dell’isteria è una privazione sessuale. Il rimedio che consiglia è il matrimonio. Galeno sarà anche il primo a suggerire come terapia la “manipolazione digitale”, descrivendo la guarigione di una donna sottoposta a tale trattamento: “da allora, scomparvero tutti i mali che l’affliggevano”.

X secolo: Avicenna, medico persiano e prolifico autore di trattati di medicina, raccomanda per l’isteria una cura a base di “sfregamenti” che, afferma, consentirà alle donne affette da questo male di “trovare pace”.

XVI secolo: Il medico francese Phare scrive di una nuova cura per l’isteria, consistente nel mandare le donne a cavalcare nei boschi.

1653: Il rinomato medico olandese Pieter van Foreest parla del suo rimedio per l’isteria, che prevede un massaggio pelvico “sino al parossismo”. Lo consiglia in particolare alle “vedove, alle donne che conducono una vita casta, e alle suore”.

XVIII e XIX secolo: L’espressione “attacco isterico” diventa popolare nelle cerchie mediche per classificare un largo spettro di fenomeni inspiegati, dall’ epilessia alla depressione, dalla sindrome di Tourette alla riottosità, dai problemi coniugali all’ infedeltà sessuale.

Anni cinquanta: L’insigne medico francese Pierre Briquet annuncia i risultati del suo studio sull’ isteriafemminile, causata a suo parere dalla frustrazione sessuale, e propone come cura un trattamento, a suo avviso puramente medico, che definisce “titillation du clitoris”.

1869: L’inventore americano George Taylor progetta una macchina per massaggi alimentata a vapore nota come “Il manipolatore”. I medici che curano l’isteria la adottano prontamente, ma Taylor raccomanda la massima prudenza nell’utilizzo con le pazienti, al fine di evitare “eccessi”.

1883: Il primo vibratore elettrico è brevettato da Joseph Mortimer Granville, ma nonostante nasca come congegno per alleviare i dolori muscolari, viene presto utilizzato come cura per l’isteria.

1895: Sigmund Freud e il suo collega Joseph Breuer scrivono il loro saggio fondamentale sull ’isteria, arrivando alla nuova conclusione secondo cui si tratta di un disturbo psichico, più che fisico, derivato da esperienze sessuali traumatiche vissute nella prima infanzia. Nasce l’era moderna della psicoanalisi.

1908: The London Times pubblica un editoriale in cui si afferma che molte delle suffragette che si battono per il diritto di voto “soffrono di isteria”. L’idea si diffonde, e gli oppositori delle suffragette mettono in dubbio la salute mentale delle attiviste femministe.

1918: Il Sears Roebuck Catalog offre vibratori per massaggi, pubblicizzandoli come “molto utili e soddisfacenti per l’uso domestico”.

1952: L’Istituto psichiatrico americano esclude finalmente l’isteria dall’ elenco dei disturbi mentali.

Anni Settanta: Il vibratore esce allo scoperto, celebrato dalle femministe come strumento di liberazione sessuale.

2007: La Corte Suprema rifiuta di dibattere un caso in cui viene messa in discussione la costituzionalità delle leggi che proibiscono l’uso di vibratori per fini sessuali in vigore in molti Stati; il vibratore resta così ancora illegale in Alabama, Georgia, Indiana, Louisiana, Massachusetts, Mississippi, Texas e Virginia.

Fonte:  Fosco Bugoni   da  “breve storia dell’ isteria”

www.recencinema.it

Mi sono soffermata a fare alcune ricerche, pare che ancora oggi in alcuni stati degli USA sia vietata la vendita di vibratori. Per esempio,  nel Texas la vendita di articoli per la stimolazione sessuale è tecnicamente illegale. Molti negozi li vendono ugualmente a patto che l’acquirente firmi una liberatoria dove afferma di usare l’oggetto solo per scopi educativi.

2 commenti

  1. isabella

    21 Nov 14 at 9:50

    bellissimo articolo. molto istruttivo ! grazie Daphne.

  2. 28 Nov 14 at 0:11

    Grazie Isa ❤

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