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Diario di Daphne Vibrante

Allegramente sola: giorno 8

Sabato 18 aprile 2015
Allegramente sola: giorno 8

Ore 7.10
La quiete dopo la tempesta

Mi sveglio sempre domandandomi se ci sarà mai un giorno in cui alzare il culo da codesto letto sarà una gioia anziché un patimento.
Un giorno…. forse, ma adesso, qui e ora, sento la fatica del risveglio.
La mia mente sta parlando da ore, deve averlo fatto tutta la notte se sono così spossata.
Giro il gallone, guardo la finestra……. dev’essere una di quelle giornate ibride: né sole, né pioggia.
Sento gli uccellini cantare, penso come sarebbe il risveglio se, anziché sentire gli uccellini, venissi svegliata da un “gallo”….rido da sola al pensiero del “gallo”.
Mi viene in mente una poesia di Leopardi, devo essere veramente mal messa per pensare al signor Giacomo (l’uomo conosciuto dal mondo per il suo -pessimismo storico- trasformato in -pessimismo cosmico-), alle 7 di mattina.

Passata è la tempesta
odo augelli far festa, e la gallina,
tornata in su la via,
che ripete il suo verso. Ecco il sereno

Lo ammetto qui e ora non sto per niente bene….ma c’è una bella notizia, so fare solo una cosa in modo perfetto: godermi tutta la sofferenza, nello stesso modo in cui so godere della gioia.

Ore 9.02
Passeggiata al parco con Castagna

Il mio miglior amico ha ragione quando dice che sono una misantropa, questa mattina ho deciso di lavorare un po’ su questa cosa, indi per cui cercherò la filantropa nascosta in me.
Entro nel recinto dei cani, la mia paura più grande sono i loro padroni, ma questa mattina non c’è nessuno….almeno finché non mi siedo sulla panchina:
Mi sto godendo la solitudine osservando il mio cane correre allegramente, ed ecco che arriva lo sconvolto del sabato mattina.

Ci sono un sacco di sedie e panche e ovviamente lui decide di accomodarsi da parte a me. Ne sono quasi felice, visto che ho un lavoro da fare.
“Buongiorno” mi dice, con l’espressione di colui che ha bisogno di sfogarsi con qualcuno.
Lo guardo, mi tolgo le cuffiette e saluto: “Salve”.
Il disadattato sociale non si fa scappare l’occasione per “giaccarmi”, la sfiga vuole che i nostri cani vadano pure d’accordo…………

“Lo sente il vento?? Lo sa cosa succede quando sento il vento?? Mi innervosisco!!”, il suo volto cambia espressione, cribbio é raccapricciante, non so bene cosa rispondere, ma ci pensa lui; praticamente sta dialogando con il suo Es, Io e Super Io, ammesso che li abbia ancora…….
DapMisantropa VS DapFilantropa 10-0

10.08
Ecco il sereno

Accendo il pc, o almeno tento …. lui si ribella, penso che mr. Universo potrebbe mandar qualche soldo almeno per un pc degno su cui lavorare.
Devo smetterla di interloquire con mr Universo ed iniziare ad ascoltare quello che ha da dire. Parla continuamente, ma spesso sono troppo impegnata con i miei dialoghi interiori per prestargli attenzione.
Il computer è ripartito, ho seimila cose da sistemare: tra 7 giorni c’è il corso.
Elaborazione negativa: eccoti, pirla, hai tutto da fare, non ce la farai mai!!
Elaborazione positiva: eccomi, sono bella incasinata e come sempre ce la farò.

Ore 19.02
Mi preparo per uscire

Spengo il pc con la speranza che lunedì si accenda più velocemente, ma ora stacco la testa dal lavoro. È sabato sera, ho promesso all’amica Elisa di farmi bella e tra 58 minuti devo essere sotto casa sua.
Apro la finestra, fuori c’è un tempo che potrebbe preannunciare la fine del mondo; mi piace, è estremamente sexy!
Faccio la doccia al volo, apro l’armadio con l’accappatoio umidiccio addosso: vorrei mettermi in pigiama, ma ovviamente non lo faccio.

20.22
Aperitivo con l’amica Elisa

Finalmente abbiamo cambiato locale; un bar piccolino ma fighissimo e accogliente.
I proprietari sono giovani, simpatici e soprattutto mettono della sana musica.
Dopo un’oretta di Hugo, Alt-J e chiacchierate più o meno intelligenti, decidiamo di cambiare locale.
Sta diluviando.
Elisa guarda fuori preoccupata “Dap, abbiamo un ombrello? La macchina è lontanissima e piove da paura…”, in effetti sta piovendo fortissimo e lei si è vestita come se fosse il 15 d’agosto “Dai Eli, muovi le chiappe, andiamo a correre sotto la pioggia!!”.
Usciamo, guardo il cielo grigio e lo saluto, è bellissimo ed è accompagnato da un forte vento, di quelli che ti costringeranno ad avere un attacco di cervicale il mattino dopo, se non hai messo la sciarpina della nonna.

Ci penserò domattina, ora non ho tempo per pensieri preventivi, voglio godermi questa pioggia.

Corriamo libere sotto l’acqua, ridendo, scherzando, un ragazzo di colore ci guarda divertito, sembra quasi stia pensando “vado a correre con loro!”.
Correre sotto la pioggia è liberatorio e se hai bevuto un paio d’Hugo puoi farlo fino alla fine dei tuoi giorni, non importa quanti me ne siano rimasti, perché ora mi sento viva più che mai.

Daphne V.

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